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“Il tizio della tomba accanto” di Katarina Mazetti

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Svezia, inizio autunno, una vecchia panchina verde scuro all’interno di un cimitero.

Desirée viene qui ogni giorno, quando chiude la biblioteca dove lavora, da quando suo marito Orian non c’è più.
Incredulità, rabbia e sgomento, per essere rimasta sola a trentacinque anni, la accompagnano ogni giorno.

Benny viene qui quando può, quando il lavoro alla sua azienda agricola glielo permette, e cura con ostinazione il piccolo giardino ai piedi della tomba dei genitori.
Solitudine, smarrimento e tristezza gli fanno compagnia.

Un casuale scambio di sguardi accenderà la miccia di quella che diventerà una passione forte e totalizzante, che li avvolgerà come una nuvola allontanandoli da tutto e tutti.
Quando però si troveranno di nuovo a fare i conti con la realtà, l’abissale differenza di cultura, interessi e ideali di vita li porterà a mettere in discussione tutti i sentimenti che li legano.

Quanto siamo disposti a metterci da parte, a fare un passo indietro per conoscere veramente la persona che ci sta di fronte? Per capire quali sono i suoi desideri profondi e cosa la rende davvero felice?

O quanto invece siamo concentrati su noi stessi e sul nostro piccolo mondo, e consideriamo l’amore solo un elemento accessorio di tutto ciò? Questi e altri interrogativi ci pone l’autrice in questo delizioso romanzo.

Per Benny e Desirée nulla è scontato, ogni decisione comporta una rinuncia da una parte o dall’altra e trovare un equilibrio sembra impossibile.
Non vi svelerò certo il finale, non lo faccio mai, ma posso dirvi che non c’è nulla di banale, mai, in questo romanzo in cui le due voci narranti, quella femminile e quella maschile, si alternano continuamente per restituirci due punti di vista, a volte antitetici e a volte complementari, dello stesso avvenimento.
Vi troverete a sorridere, a ridere e a immalinconirvi leggendo questo romanzo, ma anche a riflettere, sulla morte e sulla vita. Che non è poco per un romanzo ” d’amore”.

Questo splendido romanzo lo potete trovare QUI. 

Ho deciso di ricominciare a parlare di libri partendo da un romanzo che raccontasse una classica storia d’amore ma con uno sguardo ironico e lieve, ambientato ai giorni nostri e che potrebbe essere accaduto ovunque.
Una storia universale, quindi, in cui tutti noi possiamo riconoscerci, e l’ho trovata perfetta da proporvi per S.Valentino, anche se è una festa che non amo molto, ma si sa, ogni scusa è buona per leggere (d’amore).

Per l’occasione ho deciso di creare un nuovo prodotto, che amo molto e in cui credo tantissimo: l’ABBRACCIALIBRO.

Da sempre, ogni volta che esco, porto un libro con me. Spesso, per la mia abitudine a portarmi dietro una bottiglietta d’acqua e qualcosa da mangiare, ne ho anche rovinati parecchi.
Da qui è nata l’idea dell’abbraccialibro: un contenitore in stoffa, imbottito, con chiusura, che “abbraccerà” il vostro amato libro e lo proteggerà da tutto quello che c’è nella vostra borsa e che potrebbe danneggiarlo. Eviterete così di bagnarlo, spiegazzarlo, perderlo. Nella tasca davanti potrete infilare penne, matite e un quadernetto per gli appunti. L’ho realizzato in due varianti di colore, per lei e per lui, ed è coordinabile con il segnalibro con elastico.

La mia idea è quella di lasciarmi ispirare dalla trama e dall’ambientazione di un romanzo e creare poi alcuni prodotti per noi, booklovers incalliti.
In questo caso non potevo non tener conto della bellissima copertina, e allora ecco il perché del vichy, e dell’ambientazione nordica – la Svezia – ed ecco spiegate le teste di renna stilizzate, su fondo grigio.
Se ti piace il mio Abbraccialibro lo puoi trovare sul mio shop.
Per il momento ne ho inseriti due della misura standard, la M, adatta alla maggior parte dei libri, ma è possibile ordinarli anche di taglia S, per tascabili, e di taglia L, per libri con molte pagine o con copertina rigida di grande formato.

Grazie per aver letto fino alla fine, per ogni dubbio, curiosità o commento al libro, scrivetemi pure, qui o sui miei canali social, sarò felice di rispondervi al più presto.

Raffaella
La casa vicino al treno

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