recensioni

Non aver paura dei libri

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Questo libro mi è piaciuto fin da subito, fin dal titolo (meraviglioso!), fin dalla copertina.
Poi l’ho aperto ed è cominciata la magia.
Christian Mascheroni è un autore generoso che non ha paura – lui no!- di mettersi a nudo e di raccontarci della vera, poetica, intensa storia d’amore della sua famiglia.
Dell’amore tra i suoi genitori, Eva, la viennese e Gino, il pompiere e di quello profondissimo, a volte leggero come foglia  al vento altre disperato che lo lega a entrambi.
Non ha paura Christian di ripercorrere i corridoi bui della sua infanzia portandoci in dono tutto quello che trova: l’amore immenso per una madre “mangiatrice di vita e di parole” che veniva da lontano e che gli ha insegnato ad accarezzare i libri e a nutrirsene come fossero il più prezioso alimento.
“I libri non potevano essere semplicemente letti: andavano stravolti”. Eva, la “lettrice indomabile”, ci mostra con il suo esempio quanto la passione per i libri possa essere forte e non avere limiti, lei che rimaneva alzata fino alle quattro del mattino a leggere, lei che i libri “…li indossava, li mangiava, li beveva, li portava a letto”. Amore esteso a ogni genere di libro “…a sbirciare volumi di fotografia, libri pop-up, romanzi di premi Pulitzer e Nobel”, senza pregiudizi, da Steinbeck a Remarque, dalla Christie a Mann, passando per mille altri ancora.
“Mia madre che aveva paura di tante cose, persino di se stessa, mia madre che di una sola cosa, per certo, non aveva paura”.

Sono stata figlia, mentre leggevo questo libro, e mi sono vista mentre fantasticavo sulle storie lette nei miei amati libri, “Piccole donne” davanti a tutti e mentre inventavo i miei primi racconti, le dita macchiate d’inchiostro e il cuore altrove.
Sono stata madre, mentre leggevo questo libro, e mi sono chiesta se riuscirò mai a essere così brava  a trasmettere questa mia passione ai miei bambini, che convivono con i libri fin da quando, piccolissimi, nel lettone accanto a me, mi fissavano incantati con i loro occhi grandi mentre, dopo averli allattati, leggevo fino ad addormentarmi.

Di questo libro vorrete sottolineare tutto, perché ogni parola è stata scelta con cura e posta con attenzione proprio lì dove doveva stare. E vorrete sottolineare tutto fin dall’inizio, anzi da prima ancora, fin dall’introduzione di Chicca Gagliardo, scrittrice e creatrice del blog “Ho un libro in testa” dove Christian Mascheroni ha cominciato a raccontare in frammenti sparsi questa sua storia che poi è diventata un libro.

Mi chiedo sempre, prima di mettermi a scrivere, quale limite non si debba superare. Quando dal piacere del raccontare di se si sconfina nel troppo personale. L’autore qui ci da la sua risposta.
Nulla è troppo personale se raccontato con poesia e delicatezza, con sincerità e passione, con trasporto e infinito amore.
E ci mostra come la vita, quella vera, quella vissuta fino in fondo, senza tirarsi mai indietro, non sia mai tutta bianca o tutta nera ma sia fatta, invece, di mille sfumature diverse dal giallo sole al nero del mare più profondo.
Ho riso molto, leggendo questo libro e ho pianto tantissimo, anche.
C’è tanta felicità, qui dentro, tantissimo dolore, amore devastante a ogni riga.
Non voglio dirvi di più di questo racconto che procede per flashback attraverso l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza dell’autore tra Vienna, Appiano Gentile e Lignano Sabbiadoro.
Non voglio togliervi il piacere della scoperta di nessuna delle preziose pagine che lo compongono.
Avevamo “…la stessa necessità di bruciare insieme all’inferno piuttosto che di restare impassibili di fronte alle parole, al senso, alla punteggiatura della vita. Ho un appartamento pieno di libri bruciati, molti dei quali ancora ardenti. Ma non ho paura. Non voglio domare le fiamme.”
Leggetelo. Ne vale davvero la pena.
Raffaella
La casa vicino al treno

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