recensioni

“Le vite impossibili di Greta Wells” di Andrew Sean Greer

vite_impossibili

Questo è un libro diverso.
Non assomiglia a niente di quanto abbia mai letto in precedenza.
Per goderselo bisogna per un attimo sospendere la razionalità e lasciarsi guidare per mano dall’autore. Bisogna accettare lo straordinario, aprire le porte all’immaginazione e lasciarsi andare.
Fatto questo, il libro diventa perfettamente accettabile e coerente.

Incontriamo per la prima volta la protagonista, Greta Weels, trentenne, a passeggio col fratello gemello Felix per le strade di New York, vicino a Patchin Place, dove abita. In quegli ultimi mesi del 1985 accadranno una serie di eventi per lei dolorosissimi, tra cui la morte per malattia dell’amato fratello e l’abbandono del compagno Nathan, che la segneranno profondamente e la trascineranno in una depressione apparentemente senza fine. In preda alla disperazione deciderà di affidarsi al dott. Cerletti, che le proporrà una serie di venticinque “trattamenti” di elettroshock.
Dopo ogni trattamento Greta si troverà catapultata in una dimensione diversa; si sveglierà sempre a Patchin Place, nella sua casa, ma in epoche differenti.
Nel 1918 pur sposata con Nathan si innamorerà perdutamente di un altro, mentre nel 1941, sarà una sposa e madre devota.
In ogni dimensione Greta incontrerà diverse versioni delle persone che ama e che ha amato, ognuno alle prese con gli stessi problemi esistenziali con cui lei li ha conosciuti ma affrontati in modi differenti. Le arriveranno gli echi di due guerre mondiali, qualcuno vivrà a lungo, qualcun altro morirà prima, in quei mondi, ma solo lei, lei sola, sarà a conoscenza degli avvenimenti futuri, sia privati che storici, moderna Cassandra che nulla può fare se non assistere, per pochi giorni o per uno solo alla volta, impotente allo scorrere della vita. Eppure ognuno di noi può sempre fare la differenza. Infatti le cose cominceranno a cambiare da quando le tre Grete, tre diverse versioni della Greta dell’85, differenti anche fisicamente, cominciano a scambiarsi di posto.
E alla fine di questo viaggio nel tempo, che è poi un viaggio dentro sé stessa, Greta dovrà decidere quale epoca e quale vita abitare, in quale può sperare di acciuffare un piccolo brandello di felicità e fare in modo che anche le altre due versioni di sé siano felici.

“Nessuno ha una vita normale. Ricordati di come ti svegliavi in quelle mattine strane, con l’animo inquieto ed emozionato. Non diluire te stessa in giornate insignificanti. Greta: lascia la tua impronta nel mondo”.

Con una prosa elegante e scorrevole, Greer ci racconta la sua New York, sempre diversa attraverso i secoli.
E’ un libro molto cinematografico, fatto di descrizioni nitide, pennellate vive e continue note di colore che rendono immediatamente reale l’immagine davanti ai nostri occhi.
Magnifico l’incipit che ci accompagna dalla strada fin dentro la casa della protagonista.
Questo libro sarebbe perfetto per un gruppo di lettura. Data la sua complessità e particolarità mi piacerebbe molto conoscere il punto di vista di altri lettori.
Magico. Emozionante. Intenso.
Buon fine settimana di letture e sogni a occhi aperti sotto al piumone.
Raffaella
La casa vicino al treno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.