handmade

La versione migliore di me

Ho cominciato con il legno.

L’ho scritto più volte, in diversi post. Il mio primo approccio “serio” all’handmade è stato dipingendo, con i colori acrilici, sagome di legno di recupero tagliate a mano da mio marito. E per ” a mano” intendo con il seghetto alternativo, in piedi, nel box.

Prendevo tutti i libri di country painting che riuscivo a trovare e cercavo di riprodurre quello che più mi colpiva. Ho partecipato anche ad un mercatino e, nell’anno in cui aspettavo Bianca, stavo cominciando a farmi conoscere.

Avevo un nome assurdo, non avevo logo, non postavo i miei lavori sui social ma riuscivo comunque, grazie al passaparola,  a lavorare. Ricordo che avevo diversi ordini per quel Natale. Cornici, angioletti da appendere, decorazioni per l’albero, sagome da appendere. Ho cercato di fare tutto entro la fine di novembre, perché poi avrei partorito. Anzi, ricordo proprio il giorno preciso in cui ho ultimato l’ultimo lavoro su commissione: una cornice. Era il 23 novembre. Avevo deciso che il giorno dopo l’avrei trascorso a mettere tutto a posto e poi mi sarei messa a riposo fino al giorno del parto ( e nei primi mesi dopo). Il 24 ho sistemato e pulito tutto, il 25 alle sei del mattino mi sono svegliata con le prime contrazioni.

E’ iniziata così una lunga pausa dal legno in cui mi sono completamente dedicata a Bianca per un anno – e a Pietro  che di anni ne aveva cinque – e poi alla ricerca, sistemazione e trasloco nella Casa vicino al treno. Quasi due anni dopo, quindi, sono tornata a “creare” con le mie mani. Ma avevo voglia di sperimentare qualcosa di diverso. Ho comprato una piccola macchina da cucire e – per un primo momento – la stoffa ha avuto il sopravvento. Ma con una casa grande  e due bimbi piccoli il tempo che riuscivo a dedicare alle mie passioni era poco. Tralascerò qui i particolari che mi hanno portato a mettere in un cassetto in miei sogni per un certo periodo.

Dirò solo che in quel miracoloso dicembre del 2015, in cui tutto sembrava andare per il meglio, e ogni piccola cosa un dono, ho promesso a  me stessa che da lì in poi non avrei più trascurato le mie passioni.

Ed è stata ancora una volta la voglia di dipingere, di perdermi davanti alle boccette di colore e di metterle poi, un colpo di pennello alla volta, sul legno, a spingermi ad abbandonare le mie certezze per buttarmi un mondo che conoscevo appena, di cui in realtà non sapevo nulla. Il nome lo avevo già, la spinta a creare anche, tutto il resto no.

In questi primi due anni di “tentativi” sono successe molte cose. Ho ricevuto consigli sbagliati, ho perso tempo dietro a situazioni lavorativamente deludenti, ho fatto cose che non mi convincevano e anche qualcuna che non mi piaceva. Ho avuto però anche vicino persone che credevano in me, una professionista seria che mi ha guidato lungo il cammino della scelta del logo e della costruzione del sito e anche amiche carinissime sempre pronte a darmi un consiglio.

Ci ho messo tanto a capire chi sono e dove voglio andare, in realtà è un cammino sempre in divenire, che non si concluderà mai. Mi sono persa tante volte cercando di essere quella che non sono, andando così a infoltire le fila di prodotti già visti, di creative poco originali.  Mi sono lasciata distrarre dalla voglia di imparare cose nuove – quella non mi abbandona mai – e di applicarle subito, così come le imparavo. Ho avuto però – secondo me – anche qualche buona idea, che però non ho saputo sfruttare appieno ( ma conto di ritornarci sopra).

Sto ancora cercando la mia strada

Una cosa però l’ho capita con fermezza. Anzi, più che capita, me la sono sentita addosso. Non posso rinunciare a niente di me se voglio sentirmi completa.

Continuerò a cercare la mia strada, non potrò fare tutto naturalmente, ma non mi allineerò più con nessuno. Sono diversa e, se ti piaccio, ti piaccio perché sono diversa.

La versione migliore di me

Tutta questa premessa per annunciare “ufficialmente” il mio ritorno al legno. Un legno a modo mio: usando pezzi di recupero, tagliati a mano da mio marito – ma conto di comprare al più presto un traforo elettrico per facilitargli il compito – disegnato a mano da me e poi dipinto con i colori acrilici all’acqua. Anche la vernice di finitura, almeno due mani al termine del lavoro, la voglio all’acqua.

L’idea di raffigurare sé stessi in un ciondolo di legno non è nuova di per sé. L’hanno già fatta diverse creative, con risultati molto differenti tra loro. Il terrore della copia, che mi è stato trasmesso all’inizio di questa avventura, mi ha impedito per molto tempo di lasciar fluire liberamente la mia creatività. Per assurdo , la paura di essere troppo simile ad altri mi spingeva verso prodotti neutri, fatti da tanti, non originali ma allo steso tempo senza pericolo di copiare qualcuno. Poi mi capitava di vedere che una mia idea, non ancora realizzata, fosse fatta da altri, in modo diversi e personali.

Quello che mi piace di queste “figurine” è che sono una diversa dall’altra. Non c’è una forma predefinita, ognuna viene prima disegnata su carta da me, poi ritagliata nel legno. L’altezza e la struttura fisica del corpo sono grosso modo le stesse ma, in base alla foto ricevuta, possono anche variare. Ciascuna è UNICA in ogni dettaglio e non c’è n’è una uguale all’altra.

Mi piace pensare che queste figurine siano la versione migliore di noi stessi: ci assomigliano, ma anche no, ricordano noi nei colori, nei vestiti preferiti, ma senza entrare troppo – volutamente – nei dettagli. Quello che non ci piace, che ci preoccupa, in cui non ci riconosciamo, lasciamolo fuori. Proviamo ad essere, semplicemente, la versione migliore di noi stessi: sempre noi ma liberi dalle piccole miserie che ci tengono ancorati a terra – troppo alti, troppo bassi, grassi, magri, brufolosi, occhialuti, con pochi o troppi capelli, dentoni (io!) – e ci impediscono di realizzarci completamente. Sempre noi ma senza zavorre. Autenticamente e splendidamente noi ( e senza nessuna paura degli avverbi!).

Se ti piacciono questi ciondoli, o vuoi semplicemente saperne di più, puoi mandarmi una mail a : raffaella@lacasavicinoaltreno  o scrivermi in privato sulle mie pagine social. Presto farò un’inserzione di pre-ordine anche sullo shop; seguimi per rimanere aggiornato su tutte le novità. Per tutto il mese di maggio saranno in promozione al 20% di sconto sul loro prezzo totale.

Grazie per aver letto fin qui,

Raffaella

 

 

2 pensieri su “La versione migliore di me

    1. Grazie cara Marina, sono contenta ti sia piaciuto. Sono molto affezionata alle mie figurine ( ma devo trovare un nome migliore), ci ho lavorato tanto!

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